~ marshmallow - jessie's portfolio - {wish you merry christmas!}

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Marmalade Girl ~, gossip girl; one shot; verde; dan/blair; commedia, romantico.
view post Posted on 16/9/2009, 11:41Quote
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«to love is to destroy. always.»

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Qui è Gossip Girl, la vostra unica fonte sulle vite scandalose dell’elite di Manhattan.
Il college prosegue, con i classici incidenti di sempre. Oramai è da un anno che i nostri beniamini hanno abbandonato il liceo e posso assicurarvi che molte cose sono cambiate.
Avvistati: B ed il Giovane Solitario lasciare insieme un locale. Tramare per la nostra cara S vi ha reso più uniti? Attendo dettagli.
Chi sono io? Questo è l’unico segreto che non svelerò mai.
xoxo, Gossip Girl.


Ma andiamo un secondo indietro nel tempo, di qualche ora giusto per spiegare le cose prima che Gossip Girl abbia dato codesto annuncio.
Blair Waldorf quasi venti anni, bella e ricca come sempre. Fragile e sola, come sempre del resto. Abbandonata nuovamente da Chuck Bass annega i suoi dispiaceri nell’alcol.
Tutta sola, seduta al bar del Palace, a scolarsi Martini. Certo, è ovvio che sia così, quando si ha ché fare con un Bass; non puoi mai sapere come sei dopo. Puoi ritrovarti intera o sbriciolata. E Blair si sentiva esattamente distrutta.
Continuava a ripetersi che era l’ultima volta che permetteva ad un uomo di farle del male, d’ora in poi sarebbe cambiata. Inutile illudersi B, chi è fragile lo resta, per sempre.
Qualcuno potrebbe chiamarlo segno del destino, coincidenza di vita, oppure semplicemente fato. Dan Humphrey, venti anni, uno dei migliori studenti della NYU. Il Giovane Solitario era cambiato molto. Non aveva più bisogno di intrufolarsi nell’Upper East Side. Lui c’era dentro fino al collo. Ma da bravo ragazzo con un brillante futuro da scrittore, non aveva ancora lasciato la sua abitazione a Brooklyn. C’era qualcosa di importante lì dentro, qualcosa di cui non era assolutamente pronto a liberarsi.
Quel venerdì sera, libero dall’ultima ragazza lasciata, optò per farsi un giro. Camminando per strada si ritrovò davanti il Palace ed un mare di ricordi lo investirono. Serena, i suoi compagni del liceo, sua sorella che era entrata perfettamente in quel mondo. Non riuscì a fermare i suoi piedi e decise di entrare, di assaporare ancora una volta quel odore di un tempo, che per sua fortuna trovò immutato.
Il bar era pieno come sempre e continuavano a servire alcolici ai minori. Ehi, ma quella seduta al bancone da sola non è la tua acerrima nemica Blair Waldorf? Sì, è proprio lei, Giovane Solitario.
Dan si avvicinò titubante, ma del resto non aveva di meglio da fare.
«Ciao Blair», la salutò timidamente. Lei si voltò lentamente verso di lui, con gli occhi lucidi dall’alcol e dalle lacrime.
«Humphrey! Stanco della tua cara Brooklyn?», domandò lei con un tono di voce alterato. Dan intuì che era leggermente ubriaca e sospirò.
«Sì, può darsi… Ma tu che ci fai qui!? Dov’è Chuck?», chiese il ragazzo con la solita aria innocente che assumeva quando si faceva gli affari altrui. Blair scoppiò a ridere.
«Puf! Svanito, nel nulla. Tipico di un Bass», asserì lei, bevendo l’ultimo sorso di Martini nel bicchiere. Fece cenno al cameriere, ma Dan pensò che aveva bevuto troppo, per quella sera.
«Direi che va bene così», disse lui, facendola alzare dallo sgabello. Come previsto non si reggeva in piedi e lui non era mai stato un palestrato che riusciva a reggere certi pesi da solo.
«Uh, dove andiamo?», domandò Blair facendosi trascinare sino all’uscita del Palace. Dan sbuffò non appena raggiunsero l’esterno e l’aria fresca gli invase i polmoni.
«Ti riporto a casa, dove vuoi che andiamo?», domandò retorico lui. Ma l’espressione imbronciata di lei gli fece intuire che non voleva proprio tornare a casa.
«Humphrey in quanto mio secondo nelle numerose battaglie per Serena, ti ordino di portarmi da qualsiasi altra parte che non sia casa mia!», disse lei, prima di scoppiare a ridere istericamente. Dan si passò una mano sul volto. Portarla in giro così non se ne parlava proprio, l’unica alternativa era… Deglutì al solo pensiero, ma eticamente e moralmente non poteva certo lasciarla al suo destino.
«Allora farai un bel viaggio nei sottoborghi, non hai scelta», disse categorico Dan prima di passare il braccio di Blair sulle sue spalle ed avviarsi verso la strada.
Presero un taxi, mentre Blair continuava a dire quanto non fosse igienico ed un sacco di altre cose che Dan si limitava a non ascoltare. Il Palace, i bei ricordi… Sì maledì quando gli venne in mente di entrare in quel hotel! Adesso doveva sopportare Blair, per di più ubriaca.
Erano quasi arrivati, per sua fortuna, a Brooklyn, che Blair disse una cosa alquanto strana:
«Sai? Ero gelosa di te, quando uscivi con Serena…», iniziò lei. Lui la guardò perplesso. Blair Waldorf gelosa di lui!? Se prima non aveva la certezza che aveva bevuto tanto, adesso ne era sicuro.
«E perché mai?», domandò lui, massaggiandosi le tempie. Quella ragazza lo avrebbe fatto impazzire, ne era certo.
«Perché lei aveva un bravo ragazzo, un Dan Humphrey che l’amava. A me è toccato Chuck Bass», asserì lei. Certo, il paragone tra lui e Chuck non era del tutto azzeccato, ma poteva cercare di capire cosa volesse dire Blair.
«Anche Chuck a modo suo ti ama», disse Dan cercando di non sbagliare le parole.
«No, ha un modo di amare suo, dove non c’è spazio per gli altri», rispose Blair convinta. Il ragazzo sospirò, mentre il taxi si fermava.
«Su scendiamo…», asserì Dan ricaricandosi Blair sulle spalle, dopo aver pagato.
Ed erano di nuovo in strada, ma stavolta a Brooklyn. Blair sapeva benissimo dove abitava Dan Humphrey; era stata a casa loro un paio di volte, solo per giocare con Jenny.
«Dan… Ameresti me come hai amato Serena?», domandò la ragazza mentre Dan cercava la chiave giusta del portone; quelle gli scivolarono dalle mani.
«C-Cosa!? Meglio salire…», disse lui riprendendo le chiavi, prima che Blair gli facesse prendere un altro colpo del genere.
In realtà non aveva mai pensato a Blair, nel senso in cui si pensa ad una ragazza. Era l’amica di Serena, l’acerrima nemica di sua sorella e la persona che più odiava al mondo, dopo Georgina Sparks.
«A pensarci bene… Sei stato con Serena e Georgina, direi che ti manco solo io per avere il quadro completo», asserì pensierosa Blair seguendo Dan dentro il loft.
«In realtà non siete trofei, voi ragazze, sai Blair?», domandò retorico lui chiudendosi la porta dietro le spalle.
Fece per voltarsi e si ritrovò faccia a faccia con lei che sbatteva amabilmente le ciglia e con una strana luce negli occhi. Era la situazione più imbarazzante in cui sarebbe mai potuto capire, ovviamente e non aveva idea di come fuggire. Ma una vocina che non c’era mai stata fino a quel momento, gli chiese perché mai volesse scappare. Non mordeva Blair, anzi. Ed in quel attimo realizzò il pensiero che non si era ancora degnato a fare: Blair era bella. Dannatamente tanto. Forse un po’ crudele, ma chi non lo era in quella società? Era come… La marmellata di arance. Ha un aspetto dolce, invece il suo sapore è decisamente aspro.
Un pensiero che non doveva assolutamente sfiorarlo, gli passò per il cervello: chissà se gusto avevano le labbra di Blair… No, non doveva pensarci. Era Dan Humphrey, diamine! Non era uno che approfittava della situazione, anche se le cose erano cambiate parecchio da quando era entrato al college. Però quella curiosità lo stuzzicava in maniera opprimente.
Blair dal canto suo, ubriaca, si fece meno problemi di Dan. E senza togliersi quel sorriso dalle labbra, avvicinò ancora di più il suo volto a quello del ragazzo, finché le loro labbra si toccarono. Si sfiorarono un paio di volte, mentre Dan restava come paralizzato. Poi un secondo, o forse di meno, ed i sensi di lui reagirono. Passò una mano tra i capelli leggermente scomposti di lei e l’avvicinò a sé, premendo le labbra contro le sue come maggiore intensità. Sì, era decisamente bella Blair. Ed il suo sapore era esattamente quello della marmellata di arance.
Dan non lo aveva mai detto a nessuno, ma andava pazzo per quella marmellata anche se era aspra.

«Siamo tutti specchi, noi ragazze, esistiamo soltanto per riflettere le immagini di come a loro piacerebbe apparire. Contenitori vuoti, ripuliti dalle nostre ambizioni, necessità e opinioni, che aspettano solo di essere riempiti dall'acqua tiepida di un'elegante sottomissione. Una crepa si apre nel contenitore. Mi sto spezzando.» (una grande e terribile bellezza - libba bray) ©

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